Il succo d'uva Rustico é una bevanda gradevole e salutare, adatta ad ogni fascia di
età.Esso deriva dalla semplice spremitura e miscela di vitigni tipici della zona del basso Monferrato, quali Barbera, Bonarda, Cortese, Ruchè, Grignolino, che danno al prodotto finito un profumo e un sapore particolari. Grazie ai metodi di lavorazione naturali, mantiene un alto contenuto di vitamine e sali minerali (tra cui ferro e potassio), per cui è indicato per chi pratica sport, essendo un ottimo rimineralizzante ed energetico muscolare e nervoso. Riviste scientifiche indicano il succo d'uva rosso quale coadiuvante per la circolazione sanguigna, poiché consentirebbe all'endotelio (parete interna delle arterie ) di r ecuperare elasticità, perciò un consumo quotidiano aiuterebbe a prevenire l'aterosclero
si. Il succo d'uva è anche indicato come disintossicante: a questo riguardo ci sembr a corretto segnalare come sia ampiamente utilizzato durante i digiuni effettuati esclusivamente con succo d'uva dai vegetariani (Vegan), perché aiuta a scaricare le tossine accumulate. Il succo d'uva è inoltre considerato un regolatore dell'intestino. Può essere utilizzato fin dalla prima infanzia (dopo lo svezzamento) in quanto per ricchezza e proprietà è stato definito "latte vegetale". Viene anche consigliato in caso di anemie, convalescenze, disturbi della digestione, dell'ipertensione, gotta, enterite, litiasi e congestione epatica.
Il succo di uva può essere consumato in molti modi, ne indichiamo alcuni:
- A scopo terapeutico viene consigliato un bicchiere da pasto (meglio se tiepido) al mattino a digiuno
- Colazione a base di succo di uva, accompagnato da pane e marmellate
- Può essere inserito nella dieta dei bambini , ad esempio per la pausa a scuola e a metà pomeriggio
- Può essere utilizzato a pasto, puro o con l’aggiunta di acqua naturale/frizzante o con due gocce di limone
- Utile come sostituto dello zucchero nella preparazione di dolci, budini, gelati, ghiaccioli
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Il riso integrale biologico è un ottimo alimento per chi soffre di allergie e di intolleranze alimentari perché rinforza la mucosa intestinale e il sistema immunitario, prevenendo le infiammazioni digestive. Tra l’altro, il riso integrale combatte anche il colesterolo ed è utilissimo per chi soffre di colite e fermentazione intestinale. Non ultimo, le fibre contenute nel riso aiutano anche a contrastare la formazione di polipi intestinali.
Il riso integrale è riso grezzo a cui è stata eliminata solo la buccia, che non è commestibile, ma la crusca ed il germe rimangono. Questa fase di lavorazione si chiama sbramatura e viene eseguita con due dischi orizzontali, detti sbramini, rivestiti di materiale abrasivo. Ciò
permette di decorticare il chicco privandolo del glume e delle glumelle.
Il riso bianco, ovviamente, proviene dal riso integrale, ma la buccia, la crusca ed il germe sono rimossi ed è lasciato soltanto il nucleo amidaceo. Le lavorazioni che subisce oltre alla sbramature, sono le seguenti:
La sbiancatura. Lo sfregamento sia tra i chicchi stessi sia con le superfici ruvide delle griglie determina l’eliminazione della pellicola interna che riveste ancora il chicco, dei suoi strati più periferici e del germe. Il prodotto di questa operazione è il riso bianco o white rice.
La lucidatura. Avviene in macchinari simili alle sbiancatrici, ha lo scopo di rendere il chicco più bianco e levigato. Il riso così ottenuto è noto come lavorato o raffinato. Esso viene infine selezionato e confezionato. Il riso viene anche detto camolino se nella lavorazione finale è stato fatto uso di oli vegetali allo scopo di proteggere il chicco, o brillato quando si è fatto uso di glucosio e talco per dare maggior brillantezza.
In breve, la differenza principale fra i due tipi di riso è la macinatura che toglie gli strati esterni sbiancando così il riso integrale e nel contempo gran parte delle propietà organolettiche di questo prezioso alimento. Basti pensare che la percentuale di sali minerali si abbassa fino al 70% e anche l’amido, le vitamine e le proteine si riducono visibilmente rispetto al riso integrale. E la fibra? Sparisce del tutto! Questa è una grave perdita perché la fibra contribuisce a mantenere l’organismo in salute e l’amido pare abbia un ruolo determinante nel prevenire i tumori al colon perché genera, una volta raggiunto il tratto intestinale, delle sostanze antiossidanti capaci di prevenire le neoplasie in questa sede. Inutile quindi sottolineare quanto sia meglio mangiare riso integrale rispetto al riso bianco, ma sappiamo bene che il lunghi tempi di cottura, spesso ne disincentivano l'utilizzo, ecco quindi un suggerimento per superare questo "problema".
Solitamente quando si tratta della cottura del riso integrale, o si usa troppa acqua, o lo si cuoce troppo a lungo e a volte si rischia di ottenere una specie di poltiglia poco stuzzicante. Esiste un sistema per la cottura del riso integrale che riduce notevolmente il tempo sui fornelli, sarà facile ottenere un riso ben cotto, gustoso, con i grani compatti e ben separati l’uno dall’altro.
1. Innanzitutto partiamo dal fatto che il riso integrale va cotto a freddo, cioè quando l’acqua è ancora fredda, non quando bolle come la pasta.
2. Prendiamo una tazza o un bicchiere per fare le proporzioni giuste, infatti, per ogni tazza di riso devi calcolare due tazze di acqua.
3. Mettiamo in una pentola coi bordi alti il riso e l’acqua e copriamo con un coperchio. Aggiungiamo sale quanto basta e portiamo ad ebollizione, e lasciamo bollire per dieci minuti circa.
4. Spegnamo la fiamma e lasciamo riposare, perché il riso continuerà a cuocere anche a fiamma spenta, sfruttando il calore dell’acqua e assorbendola man mano. Lasciamo così anche un paio d’ore.
5. Quando è ora di mangiare, non resta che assaggiarlo e controllare se è cotto ed eventualmente rimetterlo sul fornello per qualche minuto per scaldarlo, ed eventualmente terminare la cottura, se necessario.
In pratica, con questo metodo, la cottura si riduce a soli 10 minuti contro i 45/50 della cottura tradizionale. Inoltre ci si può regolare nel farlo cuocere quando ci è più comodo. Ad esempio nessuno ci vieta di effettuare la prima fase della cottura (10 minuti) a colazione poi spegnerlo e lasciarlo riposare mentre siamo al lavoro. In seguito senza dover fare più niente, basterà rimetterlo sul fornello per pochi minuti scaldarlo e mangiarlo, sarà ancora pefetto anche dopo molte ore dalla bollitura.
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Cascina Gaggioli
La coltivazione del grano risale a circa cinquemila anni fa e sin dall’antichità ha rapp rese
ntato un alimento principale, semplice e nutriente. Il grano è un cereale che si distingue in “ gran o duro” a frattura vitrea idoneo per la trasformazione in semola e pasta e “grano tenero” a frattura farinosa per la farina, per farne pane e dolci. Comunque in molti luoghi del nostro paese , l’uso ed il consumo del grano duro in chicchi, cucinati secondo varie ricette, continua ad essere tramandato di padre in figlio.Come si cuoce il grano
Prima di tutto procuratevi del grano a chicchi, preferibilmente tenero, lasciatelo ammollo qualche ora,scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente e mettetelo a cuocere. Per 500 gr. di
grano è sufficiente una pentola con 5 litri d’acqua, a fiamma alta fino alla bollitura. Abbassate quindi la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora. A cottura ultimata salarlo a piacere e scolarlo. Per preparare i dolci di grano, ovviamente, il sale non va aggiunto. Questa cottura è valida per la preparazione di tutte le ricette a base di grano. Il grano cotto può essere conservato in frigorifero per una settimana circa. Al momento di utilizzarlo, per preparare la ricetta desiderata, portate l’acqua in ebollizione, immergetevi il grano e fatelo bollire per circa cinque minuti."CIRCOPAROLA per voce, attrezzi e tendini"
teGas filiera minima in collaborazione con il Teatro Leonardo, é lieta di propo rre u na promozione sullo spettacolo per bambini "CIRCOPAROLA per voce, attrezzi e tendini" messo in scena dalla Compagnia te atrale Pantakin di Venezia Prosegue la collaborazione tra "BotteGas filiera minima" ed il "Teatro Parenti" nell'ambito del teatro ragazzi (vedi convenzione)
Grano Saraceno e Amaranto,i grani non grani !
Il grano saraceno a dispetto del suo nome non é un grano, infatti pur conser
vandone tutti i pregi e addirittura possedendo un valore biologico più elevato, non é un cereale. Le sue proteine contengono in modo proporzionale tutti gli amminoacidi essenziali compresa la lisina, poco presente nei cereali tradizionali. Come tutti i cereali in chicchi, anche il grano saraceno ha un indice di sazietà abbastanza elevato ed é una buona fonte
di fibbre e minerali. E' assolutamente privo di glutine e quindi particolarme nte adatto per tutti i soggetti celiaci. Mentre è molto diffusa la farina di grano saraceno, in quanto indispensabile per cucinare la polenta taragna ed i pizzoccheri, é molto meno utilizzato in chicchi, questo anche perché non é facilente reperibile. Per provuoverne questo ultilizzo, BotteGas vi suggerisce una ricetta, la Zuppa di Grano saraceno.
È una notevole riscoperta per l’alimentazione sana e naturale, date le sue caratteristiche particolarmente interessanti. È infatti ricco di apporti nutritivi: fibre, proteine di alta qualità e ferro, solitamente scarso nelle diete vegetariane. In India, per esempio, dove un’altissima percentuale di bambini soffre di carenza di ferro, spesso vengono inserite nella dieta le foglie di amaranto che ne contengono molto più degli spinaci. L’amaranto
, naturalmente privo di glutine, è adatto ad adulti e bambini. Il gusto è gradevole e particolare, sia da solo che accompagnato con verdure o altri cereali. Come il grano saraceno e la quinoa, non fa parte delle graminacee e non è propriamente definibile «cereale», ma i suoi grani preziosi vengono assimilati ad un cereale ed utilizzati come tali; le sue foglie invece vengono impiegate analogamente a quelle degli spinaci. Chi frequenta la tavola di BotteGas, sa bene che seitan e tofù spesso e volentieri sono inseriti tra le proposte quotidiane del nostro bioMenù. Anche se il loro utilizzo si sta sempre più diffondendo, lo scettiscismo verso questi prodotti resta molto elevato, eppure le loro proprietà nutrizionali e l'estrema versatilità in cucina li rende un cibo davvero interessante, ma che cosa sono?
Seitan
Il seitan è un alimento vegetale le cui origini non sono note; probabilmente è un prodotto tradizionale mediorientale e che la cucina macrobiotica ne ha diffuso l’uso in occidente. E’ composto da glutine di frumento, ha un sapore molto gradevole, morbido, facilmente digeribile ed è adatto all’alimentazione di tutti dai bambini agli anziani. E’ molto utile per chi vuole passare
da un’alimentazione ricca di prodotti animali ad una dieta più vegetariana, anche perché per il suo aspetto e per la rapidità d’uso, è molto simile alla carne. Dal punto di vista nutrizionale ha un contenuto di proteine simile alla carne e simili sono le calorie, ma la qualità delle proteine è inferiore alla carne essendo un derivato del grano (e quindi manca di alcuni aminoacidi essenziali, però il suo valore nutritivo può essere aumentato aggiungendo nelle preparazioni salsa di soia), in compenso è privo di grassi e di colesterolo.
Utilizzo
È consigliato per tutte le età,dai bambini agli anziani essendo molto digeribile, salvo intolleranze o allergie specifiche e personali. Si presta a ogni tipo di preparazione e può sostituire la carne in ogni ricetta tradizionale ma a differenza della carne non ha bisogno di lunga cottura ed è pronto in pochi minuti, la cottura serve più che altro a farlo insaporire.
Tofù
Il tofu è un cagliato di soia (tipo ricotta) ,secondo la tradizione popolare cino –giapponese, ad inventarlo fu il monaco taoista Lin An, vissuto intorno al 160 a. C. Il Tofù grazi e alla sua ricchezza di proteine di ottimo valore, all’assenza di lattosio e alla povertà di gra
s si, risulta essere elemento fondamentale per una sana alimentazione. Per la tipica proprietà di acquisire i sapori con i quali viene accompagnato, il Tofù, viene chiamato “il camaleonte degli al imenti”; per cui arricchito con i sapori della buona tavola mediterranea soddisfa anche i palati più esigenti. La sua caratteristica principale è la sua eccellente malleabilità culinaria; come detto si adatta a molte preparazioni di cucina classica, dietetica, alternativa o vegetariana.
Utilizzo
È consigliato per tutte le età, a partire dello svezzamento (7-8 mesi), salvo intolleranze o allergie specifiche e personali.
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.... e sabato, ormai a gran richiesta
Vin Brulé Solidale
Il vin brulé nasce nel silenzio dei conventi, dove la pratica di mescolare vin
o, spezie ed erbe aromatiche creava veri e propri farmaci naturali. D'altro canto le qualità terapeutiche del vino e delle erbe spontanee e rano note agli antichi: sui vini salutari si scriveva già nei ricettari del Medioevo. Noi oggi aggiungeremo a questa staordinaria bevanda, un pizzico di impegno solidale, utilizzando prodotti che portano con se storie di lavoro, dignità ed impegno sociale. Ecco gli ingredienti per ricetta del vin brulé solidale che oggi metteremo in pratica:
- Vino rosso Centopassi di Libera Terra
- Agrumi da agricoltura biologica di Sicilia Vostra
- Zucchero mascobado fairtade CTM Altromercato
- Spezie fairtrade dei sacchetti per vin brulé CTM Altromercato
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“le bioMerende”
Con l’inizio della scuola, in BotteGas si ricomincia a fare la bioMerenda
Una merenda sana, nutriente, ma golosa !
Tutti i giorni a partire dalle ore 15:30

bioMerenda bimbi 4.00 €
comprende un succo di mela e la scelta tra:
- pane e crema di cioccolata
- pane e marmellata
- pane burro e marmellata
- pane e salame
- fetta di torta
…. e la prima volta, il caffè alla mamma lo offriamo noi
(convenzioni per associazioni, asili e scuole della zona)





